martedì, giugno 01, 2010

CONTROL - ALT - CANC | 10 minuti

un'intervista spassosa all'uomo che inventò la combinazione più usata dagli utilizzatori di Windows: CTRL ALT CANC. David J. Bradley a colloquio con Daniele Lepido

È un rito magico che recitiamo ogni giorno con la punta delle dita. Poco importa che serva per rianimare il computer quando s'impalla o per loggarsi, ogni santa mattina, alla rete aziendale. Tutti sanno a cosa serve la combinazione di tasti Control-Alt-Canc, perché tutti, almeno una volta nella vita, siamo stati acrobati virtuosi dell'anulare-indice-indice. Ebbene, il Control-Alt-Canc ha un inventore noto: si chiama David J. Bradley, 61 anni, un ingegnere dell'Ibm ora in pensione che ha rilasciato questa intervista ai Bastioni di Orione, il blog del Sole24Ore.com. Negli anni Settanta Mr. Bradley ha lavorato al progetto originario del personal computer Ibm: è lui l'uomo che ha scritto uno dei primi Bios dellíazienda (il bios è la memoria "primordiale" di un computer). Un tecnico al quale non manca il senso dell'umorismo: "Io posso anche aver inventato la combinazione Control-Alt-Canc - ha dichiarato più volte pubblicamente - ma penso che sia stato Bill Gates a renderla famosa". Qualche anno fa Bradley è stato persino protagonista di una delle domande di Jeopardy!, il famoso quiz americano.

E allora ci racconti: ha mai parlato con Bill Gates della sua "formula", il Control-Alt-Canc?
Guardi, non per sfatare un mito ma non fu un grosso affare, a livello economico, l'aver inventato questa combinazione di tasti. E poi sono sincero, diciamo che ci ragionai su non più di dieci minuti e poi passai a tentare di risolvere altri problemi, che nei Pc dei primi anni 80 erano parecchi.

Non faccia il modesto, lei è un'icona culturale.

Ok è divertente, lo ammetto. Comunque Bill l'ho incontrato per la prima volta nel 1981, ai tempi facevo un bel po' di viaggetti a Redmond soprattutto per trovare il modo di far funzionare il mio Bios con il Dos.

Qual è ricordo più divertente legato alla sua invenzione?

Prima del 1995 il Control-Alt-Canc non era ancora entrato nella mitologia dell'informatica. Poi in quell'anno accadde una cosa: ero a un certo evento aziendale e una coppia di giapponesi molto distinti si avvicinò chiedendomi la cortesia di scattare una foto con loro, con in mano una tastiera, che saltò fuori magicamente per l'occasione. Io accettai divertito, e proprio in quel mentre un giovane ricercatore dell'Ibm mi presentò al gruppo di colleghi che si erano radunati intorno a me come l'inventore "supremo", mi passi il termine, del Control-Alt-Canc. Pensi che prima di allora non avevo realizzato di aver inventato questa cosa!

Ma come è nata l'idea del Control-Alt-Canc?

Alla fine degli anni 70 stavamo cercando un modo per far ripartire i computer velocemente, senza spegnere le macchine e rischiando spiacevoli crash. Pensammo allora a una scorciatoia, sulla scia di quella già utilizzata per un altro computer Ibm, il System 23 Datamaster, che lei probabilmente non avrà neppure sentito nominare. La combinazioni di tasti Control-Alt-Canc era un modo abbastanza semplice per risolvere il problema, con l'aggiunta di un pezzettino di codice che avrebbe permesso di bypassare il memory test, l'autodiagnosi della memoria. All'inizio questa soluzione fu pensata per i grandi mainframe aziendali e solo in seguito fu adottata dal mondo dell'informatica retail.

Perché proprio quei tre tasti?

Semplicemente perché volevamo tre tasti che nessuno avrebbe pigiato a caso, un po' come avviene oggi per lo sblocco dello schermo dei telefonini. E poi basta dare un'occhiata a quella vecchia tastiera da 83 tasti dell'Ibm per capire la scelta: i tasti Control e Alt erano vicini ma non attaccati, quindi non c'era la possibilità di far pasticci con le dita mentre il tasto Canc era il più possibile lontano dagli altri due. A dire il vero avremmo potuto scegliere al suo posto il tasto Enter, ma giudicammo che il Canc potesse essere memorizzato meglio dalla gente.

Scusi, ma non c'è nessuno brevetto che protegge la "combinazione"?
No, perché non ci sembrava una soluzione originale visto che l'avevamo già utilizzata in precedenza.

Dica la verità: se lei ricevesse un cent ogni volta che qualcuno utilizza questi tre tasti sarebbe l'uomo più ricco della Terra.

Certo. E per 10 dollari le concedo una licenza a vita! Scherzo ovviamente. In realtà l'Ibm nel corso di tutti gli anni che ho lavorato per lei ha sempre riconosciuto il mio lavoro, anche a livello di retribuzione. Sono riuscito ad andare in pensione senza problemi alla fine della mia carriera e ora mi diverto. Certo, non ho il jet privato ma viaggio un sacco. Sa cosa le dico? Che sono felice.

Quindi?
Come le ho detto: l'invenzione, chiamiamola così, del Control-Alt-Canc mi ha rubato non più di dieci minuti in una carriera di 30 anni di lavoro. Eppure è quello che scriveranno sul mio necrologio: Control-Alt-Canc!


[Daniele Lepido, dal suo blog]

lunedì, maggio 31, 2010

iPad | che sia mania?

Due milioni di iPad venduti in due mesi.
33.333 al giorno.
1.388 all'ora.
23 al minuto.

Ma solo 0,38 al secondo...


lunedì, maggio 24, 2010

METRO 2033 | metropolitane a mosca

Metti un 30enne con la passione per la scrittura.
Metti 10 editori russi che ti rifiutano la tua opera prima.
Metti il web.
Metti tante menti per una sola storia.

L'avventura di Dmitry come autore ha dei risvolti straordinari. 10 editori lo snobbano e lui butta il suo libro sulla rete. 2 milioni di download, migliaia di commenti e feedback che lo portano a limare correggere e riempire di reale la sua storia fantastica. Devo ancora leggerlo ma solo la storia della sua nascita mi ha affascinato.

L'anno è il 2033. Il mondo è ridotto ad un cumulo di macerie. L'umanità è vicina all'estinzione. Le città mezze distrutte sono diventate inagibili a causa delle radiazioni. Al di fuori dei loro confini, si dice, solo deserti e foreste bruciate. I sopravvissuti ancora narrano la passata grandezza dell'umanità. Ma gli ultimi barlumi della civiltà fanno già parte di una memoria lontana, a cavallo tra realtà e mito. L'uomo è stato sostituito da altre forme di vita, mutate dalle radiazioni e più idonee a vivere nella nuova arida terra. Il tempo dell'uomo è finito. Poche migliaia di esseri umani sopravvivono ignorando il destino degli altri. Vivono nella metropolitana di Mosca, la più grande del mondo. È l'ultimo rifugio dell'umanità. Le stazioni sono diventate dei piccoli stati, la gente riunita sotto idee, religioni, filtri dell'acqua o semplicemente per difendersi. È un mondo senza domani, senza spazio per sogni, piani e speranze. I sentimenti hanno lasciato spazio all'istinto di sopravvivenza, ad ogni costo. VDNKh è la stazione più a nord, una volta la più bella e più grande. Oggi la più sicura. Ma oggi una nuova minaccia si affaccia all'orizzonte. Artyom, un giovane abitante di VDNKh, è il prescelto per addentrarsi nel cuore della metro, fino alla leggendaria Polis, per avvisare tutti dell'imminente pericolo e ottenere aiuto. È lui ad avere le chiavi del futuro nelle sue mani, dell'intera metro e probabilmente dell'intera umanità.

giovedì, maggio 20, 2010

ASPETTANDO GOGOL | il fatto quotidiano

da Il Fatto Quotidiano a firma di Federico Mello
Al presidente del Consiglio non saranno certo sfuggiti i dati diffusi martedì dall’Osservatorio eCommerce del Politecnico di Milano. Se l’economia ristagna, nel nostro paese galoppa il commercio elettronico: nel primo trimestre dell’anno le vendite realizzate da siti italiani hanno segnato un +16 %.

Ieri, durante l’incontro bilaterale con il presidente egiziano Mubarak, Berlusconi si è occupato anche di questo: “Google e gli altri strumenti offerti da Internet – ha dichiarato – possono aiutare le piccole e medie aziende a far conoscere i loro prodotti in tutti i mercati del mondo”. Tutto bene, peccato che Silvio sia caduto sulla pronuncia: Google è diventato “Gogol”. Il motore di ricerca, secondo una recente analisi stilata da oltre 2000 esperti di marketing per il sito BrandChannel, è il “quarto marchio più forte del mondo”.

Ma se Berlusconi è inciampato sulla gaffe, non è colpa soltanto del suo controverso rapporto con l’inglese (è rimasto negli annali “George Doble-U” ridi volto all’ex presidente americano) ma anche per la sua scarsa confidenza con la Rete. A settembre “l’Internet personale” di B. era Gianni Letta (“non faccio in tempo a chiedergli qualcosa che lui l’ha già trovata”). Poi subito dopo le regionali il premier consegnò alla pagina Facebook del Giornale un suo messaggio audio: “È fondamentale – il verbo di eSilvio – ascoltare i suggerimenti dei cittadini e formulare scelte in sintonia con il sentire del nostro popolo: per ottenere questi risultati utilizzeremo Internet e Facebook”. Solo qualche giorno fa, infine, l’annuncio de “l’uomo Internet” azzurro, il deputato Antonio Palmieri: Berlusconi “entro un mese” sbarcherà in prima persona su Facebook; “stiamo studiando la rete sociale di Barack Obama, quella di Sarkozy” ha aggiunto Palmieri, anche se: Berlusconi non sa navigare, ma capisce fino in fondo le potenzialità di Internet”. Ora ha scoperto anche le potenzialità dell’ecommerce: la crisi si batte con Gogol.
Ma se Berlusconi è inciampato sulla gaffe, non è colpa soltanto del suo controverso rapporto con l’inglese (è rimasto negli annali “George Doble-U” ridi volto all’ex presidente americano) ma anche per la sua scarsa confidenza con la Rete. A settembre “l’Internet personale” di B. era Gianni Letta (“non faccio in tempo a chiedergli qualcosa che lui l’ha già trovata”). Poi subito dopo le regionali il premier consegnò alla pagina Facebook del Giornale un suo messaggio audio: “È fondamentale – il verbo di eSilvio – ascoltare i suggerimenti dei cittadini e formulare scelte in sintonia con il sentire del nostro popolo: per ottenere questi risultati utilizzeremo Internet e Facebook”. Solo qualche giorno fa, infine, l’annuncio de “l’uomo Internet” azzurro, il deputato Antonio Palmieri: Berlusconi “entro un mese” sbarcherà in prima persona su Facebook; “stiamo studiando la rete sociale di Barack Obama, quella di Sarkozy” ha aggiunto Palmieri, anche se: Berlusconi non sa navigare, ma capisce fino in fondo le potenzialità di Internet

mercoledì, aprile 21, 2010

28 ANNI | quando le cose si facevano in casa

Questo progetto il mio papà l'ha iniziato due mesi prima che io nascessi, mentre la mia mamma era in ospedale per dei controlli.
Quando avevo 4 anni, sempre il mio papà, se ne arrivò a casa con un disco di Mina (quello della
zebra a pois e delle mille bolle blu) con due grosse casse nere e con uno dei primi lettori cd.

Attaccò tutto insieme e le lucette rosse sotto la scritta LIVELLO cominciarono a rimabalzare da sinistra a destra.
Io cominciavo a cantare.

L'amplificatore è un
signature ALFREDO del 1986 circa.

All'interno custodisce un libretto con elencate le riparazioni effettuate negli anni: fusibile entrata alimentatore frontale [12.02.1991], invertito il funzionamento relè del muting [10.11.1992], pulizia generale [20.04.2010].



domenica, aprile 18, 2010

CINEMA | picchia picchia spara spara



Che ogni tanto ci vuole che ti guardi un picchia picchia spara spara con un'amica al cinema. Un po' di trash che recupera un John Travolta un po' appesantito e un bello dagli occhi azzurri, tal Jonathan Rhys - Meyers. Un film prodotto da uno dei miei preferiti, Luc Besson.

"Quello che io mi sono scordato ragazzo, tu lo devi ancora imparare" wax

venerdì, aprile 16, 2010

MI-TSU-KE-TA | le banane a tokio

Mi-tsu-ke-ta tradotto significa ho trovato la banana di Tokio.

Questo colorato dolcetto è il souvenir più venduto nella capitale nipponica. Crema di banana avvolta dal pan di spagna. I giapponesi di solito amano comprarlo da regalare ai loro familiari quando arrivano in città dalle diverse prefetture. Si regala facile, lo vendono in confezioni singole.

Parola di Kubota.

giovedì, aprile 15, 2010

RAI | stralci di cose sentite


A Salso ci sono 300 giornalisti di casa Rai a parlare della situazione dell'informazione in Italia e della loro situazione lavorativa. Ascolto e cerco di capire.
"il problema è quando c'è un vicedirettore che dice : nel mio telegiornale, nella mia edizione che metto in onda non può mai mancare un animale. La battuta ovvia è: ma noi ce l'abbiamo caro vicederettore. Finchè sei tu a coordinare l'edizione.
Si può accettare che questo sia il piano editoriale della RAI, di uno che ci è diventato vicedirettore con un piano editoriale così?
Se il servizio di alleggerimento diventa la cifra prevalente del telegiornale ci perdiamo la faccia tutti. Non si può accettare che nel contratto di servizio 2010-2012 si dica: art.2 punto c - assicurare un elevato livello qualitativo della programmazione informativa ivi comprese le trasmissioni di informazione quotidiana e dei programmi di approfondimento i cui tratti distintivi sono costituiti dall'orizzonte internazionale...
Detto da una RAI che ha tagliato 5 sedi di corrispondenza per un costo, ce lo hanno detto da viale Mazzini, equivalente a un contratto fatto a Ron Moss, il Ridge di Beautiful e Raz Degan, per alcune puntante di partecipazione a Ballando con le stelle. Il costo è esattamente lo stesso... [...] Ma non può essere che a viale Mazzini non ci sia qualcuno che non si ponga il problema che se si possono spendere quei soldi non si possa spendere quei soldi per tenere Enzo Nucci a Nairobi, Mauriello in India e gli altri colleghi e non si può accettare come motivazione quella che è stata addotta: ma i direttori di testata hanno detto che non li usano... "


AAA | a Cupertino cercano un ingegnere

perchè io me lo vorrei comprare e allora devo capire da qualcuno che è mela addicted cosa sta succedendo.


Che, nei piani originali di Cupertino, iPad dovesse integrare una fotocamera frontale è cosa nota. E ora, Apple cerca un ingegnere che si occupi delle future funzionalità multimediali del suo tablet.

Evidentemente non si trattava di un drastico ripensamento ma di un semplice rinvio, che il ragguardevole pregio di distillare maggiormente nel tempo le novità hardware, e invogliare gli utenti ad aggiornare frequentemente.

giovedì, aprile 08, 2010

1200 GIRI | la vecchia lavatrice

Nell'inverno del '94 era arrivata tra il clamore. Non sbagliava un programma, era precisa come un orologio svizzero, sempre alla giusta temperatura: l'orgoglio di casa. Il tempo passa e anche per lei sono arrivate le ultime centrifugate.

Abbiamo provato un po' con tutto, perchè alla fine ci si affeziona. Anticalcare, nuovo tubo di scarico, due timer nuovi arrivati dalla mamma Germania.

Sembra che qualche singhiozzo sia ancora concesso.
Vedremo.

domenica, marzo 28, 2010

MAWSIM | tipici dell'oceano indiano

Perchè uno non se lo immagina che il tempo possa avere questa propria prepotenza. La sera lasci un cielo stellato immenso e il mattino trovi una pioggia che fa tremare le foglie.

l’uovo dell’arcobaleno
Secondo la leggenda, un giorno alcuni bambini curiosi e disubbidienti, ignorando le raccomandazioni dei genitori, toccarono l’uovo magico che si aprì liberando un meraviglioso arcobaleno. La splendida immagine si trasformò ben presto in tragedia: l’arcobaleno si sciolse infatti nella pioggia violenta che devastò la terra. Solo i bambini riuscirono a salvarsi dal diluvio, trasformati però in nuove creature.

sabato, marzo 27, 2010

UNGUJA | dove la sabbia non si attacca ai piedi


Fanno presto a dire che le cose belle si trovano solo dietro l'angolo. Ci sono li, a due passi, ma ci sono anche a migliaia di chilometri da casa.

Qui la sabbia non si attacca nemmeno ai pedi, forse per paura di essere portata via.

lunedì, marzo 01, 2010

ALICE | non sono bionda, è che mi disegnano così

La "vera" Alice, quella bimba che ispirò a Carroll tutte le storie che ancor oggi sono così popolari, era bruna. Ma il primo illustratore delle avventure di Alice, John Tenniel, aprì la strada a una raffigurazione della bambina bionda e con i lunghi capelli che arrivò sino ai disegnatori della Disney e ancor più recentemente a molti altri illustratori.

È del 1951 Alice in Wonderland della Walt Disney Production. Il nome di Disney già da parecchi anni non compare più nei titoli di testa dei film se non come produttore. "I suoi film - scrive Gianni Rondolino nella sua Storia del cinema d'animazione - sono frutto di una équipe affiatata in cui i ruoli di regista, disgenatore, animatore, soggettista, ecc. passano da un artista all'altro, tutti sostanzialmente co-autori dei film a disegni animati prodotti negli studi disneyani". Clyde Geronimi firma la regia di Alice. A lui dunque attribuiamo anche quell'immagine che ha segnato la nostra fantasia.

da WUZ.it