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lunedì, maggio 24, 2010

METRO 2033 | metropolitane a mosca

Metti un 30enne con la passione per la scrittura.
Metti 10 editori russi che ti rifiutano la tua opera prima.
Metti il web.
Metti tante menti per una sola storia.

L'avventura di Dmitry come autore ha dei risvolti straordinari. 10 editori lo snobbano e lui butta il suo libro sulla rete. 2 milioni di download, migliaia di commenti e feedback che lo portano a limare correggere e riempire di reale la sua storia fantastica. Devo ancora leggerlo ma solo la storia della sua nascita mi ha affascinato.

L'anno è il 2033. Il mondo è ridotto ad un cumulo di macerie. L'umanità è vicina all'estinzione. Le città mezze distrutte sono diventate inagibili a causa delle radiazioni. Al di fuori dei loro confini, si dice, solo deserti e foreste bruciate. I sopravvissuti ancora narrano la passata grandezza dell'umanità. Ma gli ultimi barlumi della civiltà fanno già parte di una memoria lontana, a cavallo tra realtà e mito. L'uomo è stato sostituito da altre forme di vita, mutate dalle radiazioni e più idonee a vivere nella nuova arida terra. Il tempo dell'uomo è finito. Poche migliaia di esseri umani sopravvivono ignorando il destino degli altri. Vivono nella metropolitana di Mosca, la più grande del mondo. È l'ultimo rifugio dell'umanità. Le stazioni sono diventate dei piccoli stati, la gente riunita sotto idee, religioni, filtri dell'acqua o semplicemente per difendersi. È un mondo senza domani, senza spazio per sogni, piani e speranze. I sentimenti hanno lasciato spazio all'istinto di sopravvivenza, ad ogni costo. VDNKh è la stazione più a nord, una volta la più bella e più grande. Oggi la più sicura. Ma oggi una nuova minaccia si affaccia all'orizzonte. Artyom, un giovane abitante di VDNKh, è il prescelto per addentrarsi nel cuore della metro, fino alla leggendaria Polis, per avvisare tutti dell'imminente pericolo e ottenere aiuto. È lui ad avere le chiavi del futuro nelle sue mani, dell'intera metro e probabilmente dell'intera umanità.

giovedì, luglio 02, 2009

e dal treno torna a scrivere


lucillachebrilla ieri sera mentre tornava da roma con le sue scarpette dorate ai piedi (purtroppo no, non è riuscita a fare come la famosa Dorothy e ha utilizzato le ferrovie dello stato) ha scoperto che il treno è un luogo che con il suo ondeggiare impercettibile rilassa le dita delle mani

e allora ha deciso che il suo blog non poteva rimanere aggiornato (o meglio antiquato) a quell'ultimo post

una nuova era è iniziata

leggete o popoli leggete quel che su questa pagina troverete

si tratterà di cose, cosine e cosette che a questi occhi non restano indifferenti