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venerdì, giugno 25, 2010

MJ | un anno dopo

Una vita mai vissuta fino in fondo, sempre alla ricerca di qualcosa di diverso, mai felice fino all'ultimo, a noi piacere ricordarlo così, come il re del pop.
"..con lui se ne è andato il suo talento. Adesso, quelli della musica «dotta», sia classica che jazz, riusciranno a valutare il suo lavoro più serenamente." [Mina]
Se tu che sei a NY, non vai a fare un giro all'Apollo Theater, a scattare qualche foto dei momenti di questa giornata di ricordo. Se... ti uccido. A buon intenditor poche parole.

venerdì, giugno 18, 2010

RE | matto


dopo il concerto di marco mengoni mi son fatta delle nuove amiche teenager su facebook

COSA NON FA LA MUSICA

un pensiero alla mia amica ila che è un po' teenager dentro come me

*foto mie, chi le prende lo uccido :)

giovedì, giugno 03, 2010

IAS | chi ti ascolti tu?

[design by kreativehouse.it]

Per le giornate del festival io mi sono appuntata da seguire, in ordine sparso: Domenico De Masi, Oliviero Toscani, Marco Missiroli, Giuseppe Ayala, Vittorio Sgarbi, Riccardo Chiaberge, Pupi Avati, la pizzica dei Mascarimirì...

Poi si vedrà, ci sono tante altre cose belle...trovate tutto qui [PROGRAMMA]


mercoledì, aprile 21, 2010

28 ANNI | quando le cose si facevano in casa

Questo progetto il mio papà l'ha iniziato due mesi prima che io nascessi, mentre la mia mamma era in ospedale per dei controlli.
Quando avevo 4 anni, sempre il mio papà, se ne arrivò a casa con un disco di Mina (quello della
zebra a pois e delle mille bolle blu) con due grosse casse nere e con uno dei primi lettori cd.

Attaccò tutto insieme e le lucette rosse sotto la scritta LIVELLO cominciarono a rimabalzare da sinistra a destra.
Io cominciavo a cantare.

L'amplificatore è un
signature ALFREDO del 1986 circa.

All'interno custodisce un libretto con elencate le riparazioni effettuate negli anni: fusibile entrata alimentatore frontale [12.02.1991], invertito il funzionamento relè del muting [10.11.1992], pulizia generale [20.04.2010].



domenica, febbraio 07, 2010

JAZZ | per i giovani


Io non so bene cosa rimmarrà di questo jazz in me. Per ora quel che c'è mi piace e va bene così, senza troppi di questi pensieri. Se sarà un momento della vita sarà stato un bel momento.

Boris Vian - gennaio del 1948

Cosa rappresenta il jazz per i giovani? Sarebbe una domanda stolta, a considerare la gioventù come un sostantivo colletivo e non come un insieme di individualità .Ma le divergenze d'opinione che s'incontrano tra i giovani stessi permettono di abbozzare una graduatoria dei loro comportamenti dinanzi a questa musica che sempre viene loro accostata senza neppur chiedersi se siano tutti d'accordo...

Per molti il jazz è solo musica ballabile, allo stesso titolo di un qualsiasi valzer di Strauss. Ad essi poco importa che si tratti di jazz buono o cattivo, di Duke Ellington o di Jo Privat: musica ballabile, pretesto per flirtare o per trastulli coreograficiatti a sciogliere i muscoli. Il jazz può essere anche una sorta di materializzazione della gran vita di cui il cinema ci ha fatto conoscere l'ambiente e l'etichetta: champagne, whisky soda, décolletés, pellicce e venti bei musicisti che ritmano il ritornello di cui l'eroina mormora le parole a due centimetri dall'amato.

Esiste anche la maniera un po' facile che consiste nell'urlare di gioia in un assolo di batteria, quale esso sia. Per alcuni sarà snobismo. Gli spiriti di vaglia trovano elegante, in certe epoche, interessarsi al jazz e i giovani seguono. Seguirebbero qualsiasi cosa.

Del pari il jazz può apparire come una reazione, un mezzo per far arrabbiarei genitori. Non-conformismo, violenza... notiamo che paradossalmente i surrealisti persero quest'occasione di far scandalo.
Insomma, si danno quelli che sontòcchi in primo luogo attraverso sensi, l'intelligenza e quant'altro... un ricordo, un'associoazione di idee, ma che cercano di approfondire, di sapere, di conoscere. Che non si fermano subito. Sono persone che si volgono all'arte di nome jazz con lo sguardo nuovo della scoperta - e gli errori che ne conseguono - per estrarre da esso, a poco a poco, la sua vera sostanza.

E sono proprio loro che restano fedeli al jazz e seguiranno la sua evoluzione, mentre per gli altri sarà solo un momento della vita, una follia di gioventù, del tempo in cui erano 'zazù'.


lunedì, settembre 21, 2009

fotoGRAFIA

un giorno un amico mi ha regalato un fiore verde di carta e sopra c'era scritto:

questa strada

nessuno la percorre

crepuscolo autunnale.


ho messo il fiore li in mezzo ai ricordi sulla mia bacheca pensando per anni che fosse un haiku [ 俳句 ]. stasera sono andata a leggere qualcosa sugli haiku.

l'haiku è quindi un componimento poetico di tre versi caratterizzati da cinque, sette e ancora cinque sillabe. E' una poesia dai toni semplici che elimina i fronzoli lessicali e le congiunzioni e trae la sua forza dalle suggestioni della natura e le sue stagioni. Per la sua estrema brevità richiede una grande sintesi di pensiero e immagine. Gli haiku tradizionali, poi, non hanno alcun titolo.

non so come dirvelo...contate le sillabe.