
venerdì, gennaio 29, 2010
oggi rubo a piene mani da internazionale | talento

venerdì, gennaio 15, 2010
na'vi e co.

lunedì, novembre 30, 2009
il tarlo
Non mi ricordo quando è stato che l'ho incontrato ma è stato amore al primo isbn digitato con diffidenza e un po' di distrazione.Ansia da recensione? Può darsi...
Ansia di essere banale? Può ridarsi...
martedì, novembre 24, 2009
le vite degli ALTRI
Capita, in Italia, che le persone si trovino a leggere del loro non-futuro lavorativo su un giornale, capita che il rispetto per i lavoratori sia materia di non troppo conto, capita a un amico giornalista con quasi 40 anni di esperienza di leggere che la rivista per cui lavora chiuderà. "Mi chiamo Nuccio Barletta, sono un giornalista professionista, sono iscritto all’Ordine Professionale dal 7 giugno del 1977. Scrivo, anzi scrivevo, per due testate della Reed Business Italia, il mensile ADV e , ogni martedì, per il quotidiano on line Pubblicità Italia Today, curavo l’allegato Web Marketing Tools. Dico scrivevo, perché come probabilmente già saprete, l’amministratore delegato del gruppo, nel corso di un’intervista, ad un giornale della concorrenza, ha annunciato la chiusura delle testate. Ora, accade sovente, che un’intervista, soprattutto quando è concessa al tramonto di un venerdì di novembre, mese tra i più mesti dell’anno, sotto l’azione di tensioni emotive determinate dalla crisi della raccolta pubblicitaria, perde i suoi connotati giornalistici e assume quelli di un transfert psicoanalitico. L’amministratore delegato della Reed Business, presumibilmente, aveva ‘somatizzato’ , non da ora, ma da tempo, l’ansia legata alla gestione delle riviste, della linea Comunicazione, perché avvertite come estranee rispetto alle tradizioni editoriali della Reed. E pensare che, al tempo della loro acquisizione, la casa editrice di via Richard 1 aveva annunciato la costituzione di un grande ‘polo’ della Comunicazione. Ieri, dunque, grandi progetti e ambiziosi programmi, oggi l’annuncio della disfatta. Ora, per carità, può anche darsi che dietro l’intervista si celi una diabolica strategia. D’altronde, in Italia, i nipotini di Machiavelli costituiscono una genia prolifica. E, al cospetto di una grande strategia, secondo voi ci si può soffermare a pensare agli aspetti umani? Ovvero, ai tanti collaboratori che, in questi anni, hanno portato avanti le riviste, alle risorse che vi hanno dedicato, superando difficoltà di ogni tipo? Ma, suvvia i collaboratori sono ‘strumenti’ – anzi il management della Reed che se ne intende direbbe ‘tools’ fa più fine ed è, diciamolo, più Reed – beni strumentali come la carta e l’inchiostro delle stampanti. Non a caso, quando hanno acquisito ADV, non ci hanno voluto conoscere, nemmeno i curriculum hanno voluto e letto. D’altronde, scusate, voi al ‘toner’ della stampante chiedete il curriculum? I beni strumentali non mangiano, non hanno figli, non pensano ( perché a pensare ci sono loro, quelli della Reed) non hanno sentimenti, non hanno dignità umana e professionale. Insomma, come nella trama di quel bellissimo film, uscito qualche tempo fa, ambientato a Berlino Est, al tempo della Cortina di Ferro: Le vite degli altri, non persone, esseri umani, ma soggetti destinatari di intromissioni dure, implacabili e disumane in ogni attimo della loro vita esistenziale ed affettiva. Poi ci sono altri aspetti, magari economici. Ad esempio, da gennaio, venivamo pagati ogni 60 giorni. E ci è andata bene, perché la proposta era di 90 giorni, come con i fornitori di cancelleria. Un’altra mossa strategica anche questa, finanza aziendale creativa. Non saprei dirvi che fine faranno le riviste ADV e Pubblicità Italia e i loro siti. So per certo che si poteva e si doveva elaborare una strategia integrata e non è stata fatta. L’on line offriva altre possibilità e sono state colpevolmente ignorate. Ma, gli errori della Reed Business sono stati minuziosamente elencati nella sacrosanta nota del Comitato di Redazione, uscita oggi 24 novembre. La mia è un’iniziativa personale, ho portato, spero, una testimonianza di verità e mi auguro di coraggio, perché il vile muore sempre due volte.
Grazie
Nuccio Barletta "
lunedì, novembre 23, 2009
cappelletti: questione di tazze

"L'avidità di tale minestra è così generale che da tutti, e massime dai preti,
si fanno delle scommesse di chi ne mangia una maggior quantità,
e si arriva da alcuni fino al numero di 400 o 500."
Così scriveva nel 1811 il prefetto di Forlì, noi l'altro giorno se ne è buttati nel brodo (rigorosamente fatto con gallina del nonno ripiena, manzo e costine di maiale) circa 230.
Il cappelletto è un'arte. Lo dice mio nonno e non ho mai trovato il modo per contraddirlo e sfido gli altri a farlo. Si può usare una comoda tazza per le dosi e giuro che si replica in maniera scientifica quel "metticene a occhio nanì' che destabilizzerebbe i più grandi amanti dei libri di cucina.
giovedì, novembre 19, 2009
VERDE | tra 490 e 570 nanometri

Dal 7 all'8 dicembre infatti, a Copenhagen, si terra' la CONFERENZA MONDIALE SUL CLIMA.
Obiettivo: limitare a meno di due gradi l'aumento delle temperature entro il 2020 attraverso la riduzione dei gas serra. In questa speciale classifica che soppesa le buone azioni verso il clima, Berlusconi raggiunge il podio posizionandosi sul secondo gradino tra i peggiori leader europei in fatto di lotta ai mutamenti climatici. Sembrerebbe infatti che, secondo il trattato di Kioto, nel 2012 l'Italia avrebbe dovuto diminuire le emissioni di gas serra del 6,5%. Per ora sono aumentante del 10% e stanno per essere aiutate dalla nascita di 4 nuovi impianti a carbone che emetteranno 30mln di tonnellate di CO2.
Ma andiamo oltre(confine) dove le cose in realta' non sono migliori, ma e' giusto partire sempre guardando nel proprio piatto.
Obama e Hu Jintao in uno slancio d'entusiamo (sono ironica ndr) hanno dichiaratamente espresso la loro perplessita' nei confronti della buona riuscita di questo Summit "E' irrealistico pensare a un accordo globale". Che dire? Almeno ci si provi?
Detto questo, la Cina cerca comunque di darsi un tono facendo molto sulle rinnovabili: ogni 2 ore costruisce una pala eolica. Gli USA dal canto loro ci provano, ma con un gap del 36%: soglia minima di riduzione delle emissioni secondo gli esperti -40%, soglia presente nel progetto di legge fermo al Senato -4%. Il calcolo e' facile. La Spagna di Zapatero non convince per gli scarsi aiuti finanziari ai Paesi del Sud del mondo, la Francia di Sarkozy e' criticata per la politica nucleare, il Brasile di Lula nonostante le promesse sulla riduzione dei ritmi di deforestazione non si cura di poteggere le comunita' forestali e la biodiversita', la Germania della Merkel si fa paladina di ottimi propositi ma poi finisce con firmare l'autorizzazione per la costruzione di 28 nuove centrali a carbone.
Ma non si salva nessuno? Si, qualcuno si.
L'Inghilterra di Gordon Brown risulta essere la più virtuosa della UE con i suoi 70 miliardi promessi per incentivare nuove politiche ambientali nei Paesi del Sud del mondo. Medaglia d'oro per Apisai Ielemia premier di Tuvalu, una piccola nazione minacciata dall'innalzamento delle acque del Pacifico. Con i suoi 11500 abitanti sparsi sui suoi 26 km2 di superficie e' riuscita a concentrare i maggiori sforzi per la salvezza del clima. Il pericolo tangibile di vedere Tuvalu, stato formato da 8 isole sabbiose di forma allungata e alte non più di un paio di metri sul livello del mare, sparire sotto il livello del mare ha reso queste popolazioni virtuose.
sabato, settembre 26, 2009
le ore fuse
Tu fai colazione e là pranzano.
Tu lavori e là escono a scoprire un mondo nuovo .
Tu parti per la scoperta del tuo mondo (dall'altra parte del mondo) e là si va a dormire.
E' strano. Non ci pensi mai più di due minuti ma il tempo è un meccanismo complicato e affascinante. Il corpo lo assimila, lo segue, si adegua e, se deve ricomincia da un altro attimo.
[Charles Baudelaire]
lunedì, settembre 21, 2009
fotoGRAFIA
questa strada
nessuno la percorre
crepuscolo autunnale.
ho messo il fiore li in mezzo ai ricordi sulla mia bacheca pensando per anni che fosse un haiku [ 俳句 ]. stasera sono andata a leggere qualcosa sugli haiku.
l'haiku è quindi un componimento poetico di tre versi caratterizzati da cinque, sette e ancora cinque sillabe. E' una poesia dai toni semplici che elimina i fronzoli lessicali e le congiunzioni e trae la sua forza dalle suggestioni della natura e le sue stagioni. Per la sua estrema brevità richiede una grande sintesi di pensiero e immagine. Gli haiku tradizionali, poi, non hanno alcun titolo.
non so come dirvelo...contate le sillabe.
domenica, settembre 20, 2009
questa sera di pioggia rubo una leggenda
"In un antico libro giapponese si raccontano le gesta di Susanowo, dio del vento, della pioggia e dell'uragano, costretto a vivere per punizione nel regno del leggendario serpente a otto teste che ogni anno pretendeva il sacrificio della più bella fanciulla. Susanowo, deciso a liberare il paese dal terrificante mostro, scese nel regno dei morti e in una fucina incantata forgiò una spada imprigionandovi un raggio di luce. Con la magica spada Susanowo si recò all'ingresso della grotta del mostro e attese pazientemente.Intanto un lungo corteo attraversava la valle accompagnando al sacrifico la dolce principessa "Campo di riso". Alla prima luce del giorno il drago apparve finalmente dalle profondità della caverna e al suo ruggito ogni cosa tremò. Ma non tremò Susanowo che si lanciò sul mostro ingaggiando con lui una terribile lotta. Il sole era ormai alto quando il dio del vento abbatté finalmente il drago. Susanowo si avvicinò quindi alla meravigliosa principessa "Campo di riso" per chiederla in sposa e appoggiò sull'erba la spada affilata e insanguinata: come per magia i verdi steli si tinsero di rosso e apparve un grande arbusto dal lucido fogliame e dai bellissimi fiori bianchi chiazzati di porpora. I fiori vennero chiamati "Tsubaki" o "rose del Giappone" e la loro caratteristica di non sfogliarsi, ma di cadere interi dalla pianta, venne assunta a simbolo di sacrificio di ogni giovane vita umana, a ricordo delle dolci principesse vittime della crudeltà del terribile drago."
martedì, settembre 08, 2009
come da pino
son arrivata ieri mattina e ho trovato l'ordine profumato di un bosco sistemato per scaldare l'inverno.mi ha ricordato di quella volta in cui con uno dei miei amici artisti son andata da pino, il liutaio. con le sue mani grandi e gli attrezzi del mestiere piallava e guardava, faceva sciovolare la grossa mano sul pezzo, con gli occhi leggermente chiusi così da sentire e non vedere il lavoro che aveva fatto.
venerdì, settembre 04, 2009
amico che vai artista che trovi
C'è chi con la fantasia delle parole riesce a stupire in un battibaleno. Ne infila una di seguito all'altra in uno schema ben delineato nella sua mente, risultato: stupore.C'è chi con la punta di un pennello instancabilmente crea nuove superfici. Un susseguirsi di punti gocce sfere da toccare, sfiorare. Risultato: estasi.
lunedì, luglio 13, 2009
anteprima

domenica, luglio 12, 2009
aspettando potter a colpi di clacson
a salsomaggiore i clacson suonano in casi eccezionali o nel tentativo di carpire l'attenzzione di un conoscente.
a milano suonano per divertimento o incazzatura, ormai non si può più capire quando l'una o quando l'altra, suonano. sempre.
a salerno i clacson (dei bus) suonano per avvertire le auto della propria presenza, un modo strano per un mezzo così grande di farsi notare. non si nota già da se?
allora lucilla viaggia, il clacson suona e i sole spende sul mare.
sabato, luglio 11, 2009
roma termini - salerno

fino a che non ci sei sopra non immagini quanta gente possa salire e usare un treno il sabato pomeriggio: chissà dove se ne vanno. lucillachebrilla va al festival di giffoni quel festival di cui Trouffaut disse “di tutti i festival quello di Giffoni è il più necessario”. Lo diceva l'anno in cui lucillachebrilla nasceva. 27 anni fa e oggi ancor più di allora ci si aspettano grandi cose da questa cittadella del cinema che pian piano è andata ingrandendosi.
sul treno di fianco a me c'è un ragazzo in camicia bianca, pantaloni neri e mocassini vecchio stampo. davanti a se, quando sono arrivata per occupare il mio posto, aveva una serie di fogli scritti a mano, una bozza di un qualche racconto che parla forse di draghi o forse di libertà. sempre davanti a lui campeggia una gabbietta da gatto e il gatto c'è. Si chiama malan ed è una bellissima gatta tigrata.
il ragazzo parla lentamente e sembra intimorito dal mondo e la sua voce ha un timbro che ricorda le vecchie radio a valvole. Ha una sorella che si chiama valia, le ha parlato al telefono con l cellulare del passeggero vicino a lui.
E' strano ma mi sta simpatico.. prima ha spostato il gatto per farmi mangiare.
la stazione di Albanova è appena passata.
martedì, luglio 07, 2009
vingardium leviosa
ora, che i giovani amanti di Potter si scatenino con occhi as'satanati' quando compare anche la più minima notizia legata ai protagonisti di questa saga è innegabile, ma che la Rownling complotti contro il cristianesimo mi sembra davvero e incredibilmente eccessivo.
leggo,sempre su XL, che paia esistere un uomo, certo Scott Moore docente alla Baylor University, che è fermamente convinto che la saga del maghetto Potter sia una sorta di allegoria cristiana.
e allora che dire, una cosa la Rowling è riuscita a farla, portare sui comodini di quattrocentomilioni di 'babbani' che parlano 67 lingue differenti la sua storia. satanisti, vegetariani, cristiani, induisti, bianchi, neri, blu,... di sicuro lettori, il che, oggi giorno, non è da tutti