martedì, giugno 22, 2010

COMPRARE | solo online

Ogni tanto ci scappano le follie e questa forse potrebbe essere inserita nella categoria. Chi si presta è Francesca che, insieme al suo bimbo e al loro cane, da oggi inizia la sua avventura.

Vivrà comprando solamente online.
La sua è un'inchiesta giornalistica.
Ci prova e vedremo come va a finire e che scoprirà.

www.francescaonline.it

lunedì, giugno 21, 2010

HELLO KITTY | cose dell'altro mondo

Che te lo dico io che questi giapponesi se le studiano tutte tutte.
Geni?
Pazzi?

Furbi secondo me...

venerdì, giugno 18, 2010

RE | matto


dopo il concerto di marco mengoni mi son fatta delle nuove amiche teenager su facebook

COSA NON FA LA MUSICA

un pensiero alla mia amica ila che è un po' teenager dentro come me

*foto mie, chi le prende lo uccido :)

giovedì, giugno 17, 2010

PECCHE* | nascoste è anche peggio

Che questo progetto avesse qualche pecca* in qualche dove lo speravano in tanti. E così li abbiamo accontentati tutti,questi tanti, perchè è proprio questa pecca anzi, queste pecche*, che daranno spunto ai politicanti, ai rappresentanti delle associazioni, ai cittadini per farsi sentire, per far eruttare quell'acida voglia di essere bastian contrari sempre e comunque.

A Salsomaggiore Terme hanno aperto la nuova piazza davanti alle terme da 4 giorni. Sono cadute sulle pecche, mal ideate tanto da essere nascoste anche all'occhio più vigile, un numero di persone imprecisato, di età imprecisata. L'ultima signora ieri pomeriggio con contusione alla spalla e alla testa.

Prima c'era qualche dubbio sul progetto ora che dire : scatenatevi pure cari bastian contrari, ne avete tutte le ragioni.

[* pecca s.sing.femm. pecche plur.: parola di uso comune nella bassa parmigiana (e forse anche altrove) che va ad indicare il gradino basso presente nelle zone pedonali urbane]

lunedì, giugno 14, 2010

SANGUE | donare: cosa buona e giusta

sconfiggete la paura dell'ago e correte pure voi...è una buona cosa, si salvano tante vite ve lo assicuro.

Salute: l'uomo dalle braccia d'oro, con sangue raro salvati 2 mln bimbi


Lo chiamano l'uomo dalle braccia d'oro, perché donando il suo sangue ha salvato la vita di oltre 2 milioni di bambini. Nel suo plasma, infatti, c'è un anticorpo preziosissimo, stanato dai medici ben 56 anni fa e capace di bloccare la malattia di Rhesus, una terribile forma di anemia che colpisce i piccoli che hanno un gruppo sanguigno diverso da quello della propria madre. James Harrison, 74enne australiano, ha assicurato il patrimonio che scorre nelle sue vene per un milione di dollari.

Ed è proprio grazie al suo sangue che i ricercatori sono riusciti, negli anni scorsi, a mettere a punto il vaccino salvavita anti-D, in grado di ristabilire l'equilibro tra cellule immunitarie e plasmatiche per i piccoli alle prese con questa malattia. Un sangue raro e preziosissimo, quello di James, che lui ha donato ben 984 volte, con un appuntamento fisso ogni due settimane e 2,2 mln di vite salvate all'attivo.

"Non ho mai pensato di smettere, mai - racconta lui stesso sulle pagine del britannico 'Daily Mail' - Ho iniziato a donare all'età di 18 anni, ma ho deciso di farlo a 14 anni, quando, dopo un intervento chirurgico, ebbi bisogno di ben 13 litri di sangue. Stetti in ospedale tre mesi e decisi allora di diventare un donatore". Da record, non c'è che dire, visto che il prossimo settembre James raggiungerà il tetto di 1.000 donazioni. [ADNkronos]

venerdì, giugno 11, 2010

ZITTITI | zittiti

EDITORIALE

Il perché di una pagina bianca
di EZIO MAURO

Una prima pagina bianca, per testimoniare ai lettori e al Paese che ieri è intervenuta per legge una violenza nel circuito democratico attraverso il quale i giornali informano e i cittadini si rendono consapevoli, dunque giudicano e controllano. Una violenza consumata dal governo, che con il voto di fiducia per evitare sorprese ha approvato al Senato la legge sulle intercettazioni telefoniche, che è in realtà una legge sulla libertà: la libertà di cercare le prove dei reati secondo le procedure di tutti i Paesi civili - nel dovere dello Stato di garantire la legalità e di rendere giustizia - e la libertà dei cittadini di accedere alle informazioni necessarie per conoscere e per sapere, dunque per giudicare.

La violenza di maggioranza è qui: nel voler limitare fino all'ostruzionismo irragionevole l'attività della magistratura nel contrasto al crimine, restringendo la possibilità di usare le intercettazioni per la ricerca delle prove dei reati. E nel voler impedire che i cittadini vengano informati del contenuto delle intercettazioni, impedendo ai giornali la libera valutazione delle notizie, nell'interesse dei lettori. Tutto questo, mentre infuria lo scandalo della Protezione Civile, nato con le risate intercettate ai costruttori legati al "sistema" di governo, felici per le scosse di terremoto che squassavano L'Aquila.

Le piccole modifiche che sono state fatte alla legge (si voleva addirittura tenere il Paese al buio sulle inchieste per quattro anni) non cambiano affatto il carattere illiberale di una norma di salvaguardia della casta di governo, terrorizzata dal rischio che i magistrati indaghino, i giornali raccontino, i cittadini prendano coscienza. Anzi. La proroga dei termini per gli ascolti, di poche ore in poche ore, è proceduralmente più ridicola che macchinosa. E le multe altissime agli editori non sono sanzioni ma inviti espliciti ad espropriare la libertà delle redazioni dei giornali nel decidere ciò che si deve pubblicare.

Ciò che resta, finché potrà durare, è l'atto d'imperio del governo su un diritto fondamentale dei cittadini - quello di sapere - cui è collegato il dovere dei giornalisti di informare. Se questa legge passerà alla Camera, il governo deciderà attraverso di essa la quantità e la qualità delle notizie "sensibili" che potranno essere stampate dai giornali, e quindi conosciute dai lettori. Attenzione: la legge-bavaglio decide per noi, e decide secondo la volontà del governo ciò che noi dobbiamo sapere, ciò che noi possiamo scrivere.

Con ogni evidenza, tutto questo non è accettabile: non dai giornalisti soltanto, ma dai cittadini, dal sistema democratico. Ecco perché la prima pagina di "Repubblica" è bianca, per testimoniare ciò che sta accadendo. E per dire che non deve accadere, e non accadrà.

venerdì, giugno 04, 2010

DISASTRI | che fa l'uomo e poi non provvede



[*AP Photo / Charlie Riedel]

che come dice il mio amico marco questa mattina in un post su facebook
pagherete tutto, pagherete caro... prima o poi accadrà, ne sono sicuro, che qualcuno ve la farà pagare...

giovedì, giugno 03, 2010

IAS | chi ti ascolti tu?

[design by kreativehouse.it]

Per le giornate del festival io mi sono appuntata da seguire, in ordine sparso: Domenico De Masi, Oliviero Toscani, Marco Missiroli, Giuseppe Ayala, Vittorio Sgarbi, Riccardo Chiaberge, Pupi Avati, la pizzica dei Mascarimirì...

Poi si vedrà, ci sono tante altre cose belle...trovate tutto qui [PROGRAMMA]


CENTO LAGHI | partiamo da quello santo

44° 24′ 10.8″ N, 10° 0′ 21.6″ E

martedì, giugno 01, 2010

CONTROL - ALT - CANC | 10 minuti

un'intervista spassosa all'uomo che inventò la combinazione più usata dagli utilizzatori di Windows: CTRL ALT CANC. David J. Bradley a colloquio con Daniele Lepido

È un rito magico che recitiamo ogni giorno con la punta delle dita. Poco importa che serva per rianimare il computer quando s'impalla o per loggarsi, ogni santa mattina, alla rete aziendale. Tutti sanno a cosa serve la combinazione di tasti Control-Alt-Canc, perché tutti, almeno una volta nella vita, siamo stati acrobati virtuosi dell'anulare-indice-indice. Ebbene, il Control-Alt-Canc ha un inventore noto: si chiama David J. Bradley, 61 anni, un ingegnere dell'Ibm ora in pensione che ha rilasciato questa intervista ai Bastioni di Orione, il blog del Sole24Ore.com. Negli anni Settanta Mr. Bradley ha lavorato al progetto originario del personal computer Ibm: è lui l'uomo che ha scritto uno dei primi Bios dellíazienda (il bios è la memoria "primordiale" di un computer). Un tecnico al quale non manca il senso dell'umorismo: "Io posso anche aver inventato la combinazione Control-Alt-Canc - ha dichiarato più volte pubblicamente - ma penso che sia stato Bill Gates a renderla famosa". Qualche anno fa Bradley è stato persino protagonista di una delle domande di Jeopardy!, il famoso quiz americano.

E allora ci racconti: ha mai parlato con Bill Gates della sua "formula", il Control-Alt-Canc?
Guardi, non per sfatare un mito ma non fu un grosso affare, a livello economico, l'aver inventato questa combinazione di tasti. E poi sono sincero, diciamo che ci ragionai su non più di dieci minuti e poi passai a tentare di risolvere altri problemi, che nei Pc dei primi anni 80 erano parecchi.

Non faccia il modesto, lei è un'icona culturale.

Ok è divertente, lo ammetto. Comunque Bill l'ho incontrato per la prima volta nel 1981, ai tempi facevo un bel po' di viaggetti a Redmond soprattutto per trovare il modo di far funzionare il mio Bios con il Dos.

Qual è ricordo più divertente legato alla sua invenzione?

Prima del 1995 il Control-Alt-Canc non era ancora entrato nella mitologia dell'informatica. Poi in quell'anno accadde una cosa: ero a un certo evento aziendale e una coppia di giapponesi molto distinti si avvicinò chiedendomi la cortesia di scattare una foto con loro, con in mano una tastiera, che saltò fuori magicamente per l'occasione. Io accettai divertito, e proprio in quel mentre un giovane ricercatore dell'Ibm mi presentò al gruppo di colleghi che si erano radunati intorno a me come l'inventore "supremo", mi passi il termine, del Control-Alt-Canc. Pensi che prima di allora non avevo realizzato di aver inventato questa cosa!

Ma come è nata l'idea del Control-Alt-Canc?

Alla fine degli anni 70 stavamo cercando un modo per far ripartire i computer velocemente, senza spegnere le macchine e rischiando spiacevoli crash. Pensammo allora a una scorciatoia, sulla scia di quella già utilizzata per un altro computer Ibm, il System 23 Datamaster, che lei probabilmente non avrà neppure sentito nominare. La combinazioni di tasti Control-Alt-Canc era un modo abbastanza semplice per risolvere il problema, con l'aggiunta di un pezzettino di codice che avrebbe permesso di bypassare il memory test, l'autodiagnosi della memoria. All'inizio questa soluzione fu pensata per i grandi mainframe aziendali e solo in seguito fu adottata dal mondo dell'informatica retail.

Perché proprio quei tre tasti?

Semplicemente perché volevamo tre tasti che nessuno avrebbe pigiato a caso, un po' come avviene oggi per lo sblocco dello schermo dei telefonini. E poi basta dare un'occhiata a quella vecchia tastiera da 83 tasti dell'Ibm per capire la scelta: i tasti Control e Alt erano vicini ma non attaccati, quindi non c'era la possibilità di far pasticci con le dita mentre il tasto Canc era il più possibile lontano dagli altri due. A dire il vero avremmo potuto scegliere al suo posto il tasto Enter, ma giudicammo che il Canc potesse essere memorizzato meglio dalla gente.

Scusi, ma non c'è nessuno brevetto che protegge la "combinazione"?
No, perché non ci sembrava una soluzione originale visto che l'avevamo già utilizzata in precedenza.

Dica la verità: se lei ricevesse un cent ogni volta che qualcuno utilizza questi tre tasti sarebbe l'uomo più ricco della Terra.

Certo. E per 10 dollari le concedo una licenza a vita! Scherzo ovviamente. In realtà l'Ibm nel corso di tutti gli anni che ho lavorato per lei ha sempre riconosciuto il mio lavoro, anche a livello di retribuzione. Sono riuscito ad andare in pensione senza problemi alla fine della mia carriera e ora mi diverto. Certo, non ho il jet privato ma viaggio un sacco. Sa cosa le dico? Che sono felice.

Quindi?
Come le ho detto: l'invenzione, chiamiamola così, del Control-Alt-Canc mi ha rubato non più di dieci minuti in una carriera di 30 anni di lavoro. Eppure è quello che scriveranno sul mio necrologio: Control-Alt-Canc!


[Daniele Lepido, dal suo blog]

lunedì, maggio 31, 2010

iPad | che sia mania?

Due milioni di iPad venduti in due mesi.
33.333 al giorno.
1.388 all'ora.
23 al minuto.

Ma solo 0,38 al secondo...


lunedì, maggio 24, 2010

METRO 2033 | metropolitane a mosca

Metti un 30enne con la passione per la scrittura.
Metti 10 editori russi che ti rifiutano la tua opera prima.
Metti il web.
Metti tante menti per una sola storia.

L'avventura di Dmitry come autore ha dei risvolti straordinari. 10 editori lo snobbano e lui butta il suo libro sulla rete. 2 milioni di download, migliaia di commenti e feedback che lo portano a limare correggere e riempire di reale la sua storia fantastica. Devo ancora leggerlo ma solo la storia della sua nascita mi ha affascinato.

L'anno è il 2033. Il mondo è ridotto ad un cumulo di macerie. L'umanità è vicina all'estinzione. Le città mezze distrutte sono diventate inagibili a causa delle radiazioni. Al di fuori dei loro confini, si dice, solo deserti e foreste bruciate. I sopravvissuti ancora narrano la passata grandezza dell'umanità. Ma gli ultimi barlumi della civiltà fanno già parte di una memoria lontana, a cavallo tra realtà e mito. L'uomo è stato sostituito da altre forme di vita, mutate dalle radiazioni e più idonee a vivere nella nuova arida terra. Il tempo dell'uomo è finito. Poche migliaia di esseri umani sopravvivono ignorando il destino degli altri. Vivono nella metropolitana di Mosca, la più grande del mondo. È l'ultimo rifugio dell'umanità. Le stazioni sono diventate dei piccoli stati, la gente riunita sotto idee, religioni, filtri dell'acqua o semplicemente per difendersi. È un mondo senza domani, senza spazio per sogni, piani e speranze. I sentimenti hanno lasciato spazio all'istinto di sopravvivenza, ad ogni costo. VDNKh è la stazione più a nord, una volta la più bella e più grande. Oggi la più sicura. Ma oggi una nuova minaccia si affaccia all'orizzonte. Artyom, un giovane abitante di VDNKh, è il prescelto per addentrarsi nel cuore della metro, fino alla leggendaria Polis, per avvisare tutti dell'imminente pericolo e ottenere aiuto. È lui ad avere le chiavi del futuro nelle sue mani, dell'intera metro e probabilmente dell'intera umanità.

giovedì, maggio 20, 2010

ASPETTANDO GOGOL | il fatto quotidiano

da Il Fatto Quotidiano a firma di Federico Mello
Al presidente del Consiglio non saranno certo sfuggiti i dati diffusi martedì dall’Osservatorio eCommerce del Politecnico di Milano. Se l’economia ristagna, nel nostro paese galoppa il commercio elettronico: nel primo trimestre dell’anno le vendite realizzate da siti italiani hanno segnato un +16 %.

Ieri, durante l’incontro bilaterale con il presidente egiziano Mubarak, Berlusconi si è occupato anche di questo: “Google e gli altri strumenti offerti da Internet – ha dichiarato – possono aiutare le piccole e medie aziende a far conoscere i loro prodotti in tutti i mercati del mondo”. Tutto bene, peccato che Silvio sia caduto sulla pronuncia: Google è diventato “Gogol”. Il motore di ricerca, secondo una recente analisi stilata da oltre 2000 esperti di marketing per il sito BrandChannel, è il “quarto marchio più forte del mondo”.

Ma se Berlusconi è inciampato sulla gaffe, non è colpa soltanto del suo controverso rapporto con l’inglese (è rimasto negli annali “George Doble-U” ridi volto all’ex presidente americano) ma anche per la sua scarsa confidenza con la Rete. A settembre “l’Internet personale” di B. era Gianni Letta (“non faccio in tempo a chiedergli qualcosa che lui l’ha già trovata”). Poi subito dopo le regionali il premier consegnò alla pagina Facebook del Giornale un suo messaggio audio: “È fondamentale – il verbo di eSilvio – ascoltare i suggerimenti dei cittadini e formulare scelte in sintonia con il sentire del nostro popolo: per ottenere questi risultati utilizzeremo Internet e Facebook”. Solo qualche giorno fa, infine, l’annuncio de “l’uomo Internet” azzurro, il deputato Antonio Palmieri: Berlusconi “entro un mese” sbarcherà in prima persona su Facebook; “stiamo studiando la rete sociale di Barack Obama, quella di Sarkozy” ha aggiunto Palmieri, anche se: Berlusconi non sa navigare, ma capisce fino in fondo le potenzialità di Internet”. Ora ha scoperto anche le potenzialità dell’ecommerce: la crisi si batte con Gogol.
Ma se Berlusconi è inciampato sulla gaffe, non è colpa soltanto del suo controverso rapporto con l’inglese (è rimasto negli annali “George Doble-U” ridi volto all’ex presidente americano) ma anche per la sua scarsa confidenza con la Rete. A settembre “l’Internet personale” di B. era Gianni Letta (“non faccio in tempo a chiedergli qualcosa che lui l’ha già trovata”). Poi subito dopo le regionali il premier consegnò alla pagina Facebook del Giornale un suo messaggio audio: “È fondamentale – il verbo di eSilvio – ascoltare i suggerimenti dei cittadini e formulare scelte in sintonia con il sentire del nostro popolo: per ottenere questi risultati utilizzeremo Internet e Facebook”. Solo qualche giorno fa, infine, l’annuncio de “l’uomo Internet” azzurro, il deputato Antonio Palmieri: Berlusconi “entro un mese” sbarcherà in prima persona su Facebook; “stiamo studiando la rete sociale di Barack Obama, quella di Sarkozy” ha aggiunto Palmieri, anche se: Berlusconi non sa navigare, ma capisce fino in fondo le potenzialità di Internet